Piazza Cavour

Uscendo dal complesso del Seminario, si risale fino a costeggiare la Cattedrale del Duomo.Arrivando nella piazza centrale di Camerino, la prima cosa che attrae lo sguardo del visitatore è un’ imponente statua in bronzo che raffigura un grande Papa marchigiano, Sisto V. Realizzata dallo scultore Tiburzio Vergelli, subito dopo la sua elezione al soglio pontificio nel 1587, rappresenta il pontefice in cattedra. La collocazione della statua ha un forte richiamo simbolico poiché ci fa capire come Camerino sia stata per secoli legata all’autorità della chiesa.

La piazza è come un’enciclopedia figurata poiché in essa vi è concentrata la storia plurisecolare della città: vi si affacciano il Palazzo ducale, la Curia arcivescovile, l’Università e il Duomo. Purtroppo ora tutte la facciate di questi edifici presentano le dolorose ferite del terremoto, rese ancora più evidenti dalle “messe in sicurezza” che ingabbiano e sorreggono i muri, i campanili, le finestre ei portoni.

Basilica di San Venanzio

La Basilica di San Venanzio, dedicata al patrono della città, fu ricostruita nel corso dell’Ottocento su disegno di Luigi Poletti ed inaugurata nel 1875, dopo che il terremoto del 1799 l’aveva completamente distrutta. Dell’antica costruzione tardo gotica resta però il grandioso portale trecentesco, uno dei più belli delle Marche, ricco di marmi, di colonnine abbinate su cui si affacciano tralci di vite, foglie di quercia e fiori. L’architrave è ornato con un fregio col Cristo e gli Apostoli e nella lunetta domina la Madonna col Bambino al centro e San Porfirio a sinistra (statue attribuite alla scuola di Giovanni Pisano), mentre la statua di San Venanzio è forse stata trafugata o andata distrutta.

L’ubicazione extra-moenia, probabilmente in una zona cimiteriale romana (vista la fitta presenza di tombe romane sotto la pavimentazione), fa pensare ad una prima costruzione in periodo romano, forse dopo il martirio di san Venanzio (251-253 d. C. circa). Il nucleo più consistente della chiesa risale, comunque, al periodo romanico, del quale si conservano tuttora molti resti, dalle fondazioni, alle scale a chiocciola del campanile, dai torrioncini posti ai lati del presbiterio alle volte in pietra site ai lati della chiesa. Durante il sacco di Manfredi del 1259 la cassettina in cui erano conservate le reliquie di San Venanzio venne trasferita a Bari e restituita nel 1269, dopo la disfatta dell’imperatore.

Rocca Borgesca

Usciti dall’Orto, con una piacevole passeggiata di alcuni minuti, costeggiando le mura d i mezzogiorno, si arriva alla Rocca, fatta edificare da Cesare Borgia, detto il Valentino, su disegno di Ludovico Clodio, subito dopo la cacciata dei Da Varano e la conquista della città nel 1502.

Costruita in poco meno di quattro mesi, a difesa della città, fu messa in comunicazione sotterranea con il palazzo ducale e fu armata con bocche di fuoco, mortai e archibugi. Posta sull’orlo di un precipizio, i torrioni cilindrici ed il possente mastio sono esempi di architettura militare tipica del Rinascimento.Solo ad un anno di d istanza dalla conquista dei Borgia, i Da Varano riebbero Camerino e il duca Giovanni Maria fece restaurare la fortezza. In seguito Papa Clemente VII la utilizzò per nascondere ai saraceni i preziosi tesori della Basilica di Loreto.La Rocca ha perso oggi la sua grinta difensiva per offrirsi come piacevole oasi d i verde, dove è possibile ammirare il sole che tramonta dietro l’Appennino umbro-marchigiano.

Rocca d'Ajello

I Varano, per oltre trecento anni signori di Camerino, costruirono a difesa e controllo del loro territorio un formidabile scacchiere fortificato che si avvaleva di numerose costruzioni militari: rocche, torri e cinte fortificate. Fra il 1260 e il 1280 Gentile I da Varano fece edificare le due torri della Rocca d’Ajello, il cui nome deriva forse dalla parola “Agellus” (campicello). Erano torri di avvistamento, da cui si effettuavano collegamenti a vista con altre fortezze dello scacchiere e si controllava il vicino fiume Potenza, la conca del Palente e la gola che conduceva a torre Beregna, detta anche “Troncapassi”. Nel 1382 Giovanni da Varano detto “Spaccaferro”, per contrastare le mire espansionistiche di Matelica e San Severino, realizzò una linea difensiva che si estendeva per circa 12 chilometri, da Torre Beregna, crollata in tempi recenti, alle bocche di Pioraco. Ne facevano parte le due torri di Rocca d’Ajello, Torre del Parco (detta “Torre del Ponte” in quanto difendeva il ponte sul fiume Potenza), il castello di Lanciano (trasformato in splendida villa con grande parco da Giovanna Malatesta, sposa di Giulio Cesare Varano, alla fine del sec. XV) e la torre Porta di Ferro a Pioraco, non più esistente.